Il primo specchio

Si è evitato per molti giorni di metterla di fronte alla propria immagine; fa capire che non vuole, in bagno sta a testa bassa evitando di incrociare lo specchio, sa che sulla testa ha una lunga cicatrice ma non si tocca mai, non sfiora nemmeno i capelli che stanno rispuntando.
Una domenica pomeriggio me lo chiede: fammi vedere come sono. Mi prende alla sprovvista, viste le resistenze precedenti avrei preferito che se ne occupasse prima la psicologa; ma non c’è e non me la sento di portarla da solo in bagno davanti allo specchio, ho paura di qualche reazione emotiva incontrollabile che complicherebbe la già difficile fatica di tenerla in piedi.
Bisogna cercare uno specchio. Gli infermieri non ne hanno, provo in qualche stanza ma mi guardano strani (a che serve qui uno specchio?), poi chiedo a una ragazza che è in corridoio. Sarà venuta a far visita a qualcuno, fruga nella borsetta e tira fuori un rettangolino incorniciato di madreperla e mi ci fa guardare dentro. Non è per me, me lo dai un minuto? Acconsente e mi segue incuriosita e un po’ mi conforta che ci sia qualcun altro con me in un momento che mi sta creando disagio per le reazioni imprevedibili che potrà avere Alessandra.
Prima si guarda il mento, le labbra, poi lo allontana per vedere tutto il volto; contemporaneamente cerca di alzare la testa dal cuscino e il braccio per riflettere la testa, cerco di aiutarla ma non vuole e inclina di qua e di là lo specchietto, infine abbandona il braccio lungo il corpo, gli occhi chiusi e un fremito che le tira le labbra. Piange in silenzio, senza l’urlo di rabbia e disperazione che finora ha accompagnato le sue lacrime.
Restituisco lo specchio alla ragazza che dalla porta ha assistito a tutta la scena. Se vuole può tenerlo, mi fa piacere.

A lungo non vuole parlare, ma un’ora dopo: però è uno sbrego lungo tutto da una parte, chissà se sparisce quando cresceranno i capelli.
Se non sparisce la parrucchiera ne farà uno finto dall’altra parte. E tra le lacrime ridiamo senza immaginare che oggi, dopo venti anni, gli sbreghi finti in testa alle ragazze vanno  di gran moda.

 

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