Stazionario sarà lei di Gianni Falcone, un nuovo ritmo

Cinzia Inguanta

«Questo non è un romanzo, e nemmeno un diario. E mai avrei pensato di doverlo scrivere. Ma della vita controlliamo poco, tutto il resto sta in agguato e prima o poi ti salta addosso».

Fresco di stampa Stazionario sarà lei (Smart edizioni) di Gianni Falcone sarà presentato martedì 25 giugno 2019, alle 18:15, allo Spazio Cultura Modus (Orti di Spagna, Verona). Dialogherò con l’autore; presenti, tra gli altri, Renato Avesani Direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar e Maria Gallo Presidente Auser Regione Veneto.
Interventi musicali del gruppo ExTrapola (Anna Lisa Buzzola, Claudio Moro, Cristina Ribul, Massimo Rubulotta). Letture a cura di Margherita Sciarretta.
Un aperitivo concluderà l’incontro. Il ricavato delle vendite del libro sarà devoluto alla Onlus L’Acero di Daphne.

Come scrive Maria Gallo nella prefazione all’opera: «Leggere questo libro, significa essere disponibili a guardarsi dentro, a lasciarsi travolgere dalle emozioni perché è il racconto di quanto è realmente accaduto ad una giovane Donna, ad una Famiglia, agli Amici che hanno percorso insieme questa difficile fase. È un’esperienza che ha imposto a tutti i protagonisti di questa storia un nuovo ritmo, diverso, non più lento o più veloce, ma diverso, segnato dalla musica che talvolta è rifugio, talvolta liberazione, talvolta è solo ritmo che fa vivere diversamente il futuro, che non va più programmato ma affrontato giorno dopo giorno perché si annullano tutti i progetti fatti».
Con il coraggio, la dignità e l’ironia che contraddistinguono il suo procedere nella vita, Gianni Falcone ha raccolto in Stazionario sarà lei alcuni tra i ricordi di vent’anni delle vicende di una ragazza, della sua famiglia, dei loro amici, dei medici e operatori che l’hanno curata. Alessandra nel momento più felice della sua vita «si ritrova non più padrona del suo corpo, spostata con violenza dalla strada che aveva disegnato per sé su un sentiero sconosciuto, buio e impervio, pieno di insidie, sempre in salita». A fare i conti con la disabilità insieme a lei ci sono i familiari, gli amici, persone sconosciute comparse dal niente per dare una mano, per vincere insieme una scommessa contro una sentenza emessa troppo presto, forse solo per precauzione ma che mette angoscia: stazionaria.
Gianni è un uomo di pensiero e di azione, per cui nella seconda parte di Stazionario sarà lei offre alcune semplici soluzioni dettate prima di tutto dal buon senso e chiede con forza il coraggio di guardare oltre la riabilitazione. Ricorre a termini quali l’appartenenza, la partecipazione, la solidarietà, la lungimiranza, l’etica, l’educazione, la fantasia. «Parole che solo in apparenza – scrive Renato Avesani – si scostano dalla scienza medica, dalla tecnica. E tuttavia, senza queste parole che attengono all’umanità che è (o dovrebbe essere) in noi, ogni percorso riabilitativo sarà deludente».

La disabilità non è una coraggiosa lotta o il coraggio di affrontare le avversità. La disabilità è un’arte. È un modo ingegnoso di vivere (Neil Marcus).

  Verona In,  21.06.2019

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