Stazionario sarà lei di Gianni Falcone, libro lieve per temi pesanti

Giorgio Montolli

Il libro di Gianni Falcone, che nel titolo esprime l’ironica risposta ad una diagnosi fredda e senza speranze, dovrebbe essere tra le letture di medici e politici. La presentazione al Teatro Modus di Verona martedì 25 giugno alle 18.

Un libro lieve per trattare temi pesanti. Gianni Falcone, autore di Stazionario sarà lei (Smart Edizioni), ci è riuscito grazie all’ironia con la quale affronta il tema della disabilità, scevro da ogni tentazione fatalista. Irpino dal carattere forte, Falcone è infatti la sintesi della generosità meridionale coniugata alla concretezza veneta («Sono a Verona dal 1970 e ormai sarei più veronese che irpino, ma ho mescolato le due nature e mi piace»). E il punto più evidente di questa sintesi è la capacità dell’autore di farsi voler bene e il suo saper reagire per trasformare i problemi in stimoli per esprimere nuove risorse.
Falcone ha vissuto l’esperienza di nonno con incarichi speciali per aver condiviso, dopo la malattia della figlia Alessandra, la cura dei nipoti Leonardo e Valentina. Un punto di riferimento forte per ristabilire, insieme alla moglie Annamaria, una normalità fatta di affetto e intelligenza. È successo così che l’amore, quello discreto, vero e quotidiano, piano piano si sia insinuato anche nel cuore dei conoscenti, che si sono trasformati in amici. È forse questa la parte più bella del libro: il darsi da fare in silenzio, il bussare timidamente e un po’ impacciati alla porta accanto per vedere se c’è bisogno di qualcosa e far nascere così un rapporto più profondo.
Nella vita gli atteggiamenti che seguono nell’immediatezza un evento traumatico sono decisivi. Stazionario sarà lei spiega bene cosa sia accaduto quel settembre del 1998. C’era il rischio di affrontare il problema sedimentando comportamenti errati, di rinchiudersi in se stessi, di seguire una propria convinzione senza confrontarsi per poi arrendersi nella solitudine. Il libro esprime sì una punta di amarezza ma percorre decisamente un’altra strada e prende la via dell’impegno civico per migliorare la condizione di quelle persone “che avrebbero preferito diversamente ma che si sono trovate a vivere una vita più difficile”.
Ecco allora il confronto con il mondo del volontariato, le strutture sanitarie e chi le governa, che diventa l’occasione non di chiedere per sé, ma per migliorare le condizioni di tutti coloro che vivono la disabilità. E sono soluzioni semplici e geniali quelle suggerite nel libro, dove anche la tecnologia, oggi applicata abbondantemente ai sistemi di produzione, trova spazio nella vita di tutti i giorni per fornire non solo servizi medicali, ma anche integrazione sociale e autonomia.
Per questi motivi, e per molti altri, il libro Stazionario sarà lei, che nel titolo esprime l’ironica e forte risposta ad una diagnosi fredda e senza speranze, dovrebbe essere tra le letture dei nostri medici e dei nostri politici, come risorsa per pianificare in modo intelligente, rapido e con poca spesa un servizio socio-sanitario efficiente. Anche perché, come scrive Gianni Falcone, «della vita controlliamo poco, tutto il resto sta in agguato e prima o poi ti salta addosso».

Verona In, 22.06.2019

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